09/03/2020 – Informazione e percezione: come formiamo le nostre opinioni

Articolo a cura di Stefano Monti.

L’emergenza Coronavirus sta registrando un’escalation e l’opinione pubblica sembra ancora divisa tra paura e scetticismo.
Non è strano imbattersi in discussioni sulla gestione della crisi, se sia stato fatto allarmismo o una corretta prevenzione, se i numeri siano corretti o sottodimensionati.
Di sicuro l’impatto sulle persone è stato forte e lo confermano la corsa ai generi di prima necessità, i mercati neri di presidi sanitari e le fughe dalle città.

Dai recenti accadimenti si possono trarre interessanti spunti di riflessione di cui far tesoro.

Uno di questi è legato a come percepiamo i fenomeni e come ne pesiamo l’importanza.
In merito alla diffusione delle epidemie gli esperti ci parlano di R0 (erre zero), numero che indica quante persone infetta in media un singolo malato, e di mortalità, quante persone sono decedute rispetto al numero dei contagiati. Sono indici che hanno il vantaggio di poter mettere in relazione tra di loro malattie diverse e poterle valutare nella loro pericolosità.
Da un punto di vista razionale è logico affidarsi a un modello statistico.
Ma non è così che noi percepiamo i fenomeni.

Il nostro cervello fatica a far suoi numeri e statistiche e ha più facilità ad utilizzare al loro posto catene di associazioni. È analogico, non digitale. Le sensazioni che genera sono inconsapevoli e un fenomeno lo giudica da quanto ne sente parlare e dalle conseguenze che vede manifestarsi.
Ma i giornali danno una panoramica esaustiva? No, perché i fenomeni che fanno parte della normalità non vengono raccontati. E più l’evento è carico emotivamente, più attiverà l’attenzione e la memoria. I racconti sono soggetti alla fallacia della narrazione: ogni storia è vera perché presenta solo gli elementi a supporto della tesi che sottende. Sta a noi rendere oggettivi i fatti.

Per farlo è sempre utile riportare tutto a indici statisticamente validi e paragonarli a situazioni analoghe. Il nostro cervello deve poter anteporre la razionalità all’istinto.
Per farlo correttamente abbiamo due opzioni. O utilizziamo solo indici per evitare suggestioni oppure utilizziamo la stessa tipologia di esempi per ogni possibile casistica. In ogni altro caso è molto difficile resistere a quell’opinione formata automaticamente che lascerà comunque una sensazione di latente gravità che colorerà le nostre valutazioni.

Per formarsi un’opinione la nostra mente usa uno strumento che gli psicologi chiamano biasdella disponibilità. Funziona così: più un’informazione è intensa, ripetuta e facilmente richiamabile alla memoria, più siamo indotti a pensare che il suo contenuto abbia una magnitudo elevata.

Se è una città sarà grande, se è un virus sarà grave, se è un evento ha una marcata probabilità di manifestarsi.

Questo è lo stesso meccanismo alla base del timore di eventi rari come un attacco terroristico o un disastro aereo rispetto agli incidenti d’auto o all’influenza. I primi fanno notizia, se ne parla e rimangono nella memoria, se dobbiamo fare un viaggio il loro ricordo sarà facilmente disponibile e ci influenzerà malgrado la minore probabilità di manifestarsi.

Lo stesso vale in un contesto professionale. Per evidenziare un fenomeno o sostenere un argomento ne presenterò le caratteristiche in maniera vivida.

Se siamo noi a non voler essere influenzati e fuorviati, soprattutto quando è importante che il nostro giudizio sia obiettivo, dobbiamo imparare a interpretare e mettere in relazione correttamente le informazioni che riceviamo. Farlo significa utilizzare un pensiero critico che, consapevole delle inclinazioni e dei limiti dei processi cognitivi umani, sia in grado di anticipare e correggere le distorsioni della nostra percezione che possono indurci in errori, a volte anche gravi, nelle scelte che dobbiamo fare.

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8 Commenti

  1. Elena marzo 13, 2020 al 9:29 am - Rispondi

    L’articolo mi fa riflettere su quanto la mia mente sia facilmente influenzabile da fattori esterni all’evento, social media, opinione pubblica ecc..
    L’ho trovato interessante e spunto di riflessione sull’importanza di cercare una modalità obiettiva, sterile e, se possibile, reale e personale su ciò che accade.
    Ringrazio, è stata una lettura interessante.
    Elena

    • Widevalue marzo 13, 2020 al 4:32 pm - Rispondi

      Ciao Elena, è un piacere sapere che l’articolo ti è piaciuto.
      Siamo noi che ti ringraziamo per aver voluto condividere il tuo pensiero.
      Ci auguriamo di riuscire, con i prossimi articoli, a fornirti altri spunti di riflessione e anche a strapparti qualche sorriso,utile a sdrammatizzare il periodo difficile che stiamo vivendo.
      A prestissimo
      Il team Widevalue

  2. Emanuela marzo 11, 2020 al 3:58 pm - Rispondi

    Articolo interessante! Purtroppo in queste occasioni sui social compare di tutto e non è facile capire quali siano le fonti ufficiali e competenti!

    • Widevalue marzo 11, 2020 al 5:51 pm - Rispondi

      Buonasera Emanuela, hai ragione e condividiamo quello che hai scritto.
      Domani pubblicheremo un altro articolo e siamo fiduciosi che anche quello ti piacerà. Confidiamo che e ti darà modo di riflettere su come la “storia torni e ritorni” e anche su quanto poco siamo cambiati nel corso dei secoli quando si tratta di saper scrivere qualcosa di appassionante e avvincente…
      A presto
      Il team Widevalue

  3. Michela marzo 11, 2020 al 3:53 pm - Rispondi

    Decisamente interessante il contenuto,complimenti per l’iniziativa..ottima idea

    • Widevalue marzo 11, 2020 al 5:40 pm - Rispondi

      Grazie Michela, ci fa piacere che l’articolo ti sia piaciuto. Abbiamo altre cose interessanti che pubblicheremo nei prossimi giorni. Continua a seguirci:)
      A presto
      Il team Widevalue

  4. marco marzo 10, 2020 al 2:08 pm - Rispondi

    molto interessante il contenuto di questo articolo ed anche quello del corso che organizzate!

    • wv marzo 10, 2020 al 3:23 pm - Rispondi

      Grazie Marco! Ci fa piacere sapere che apprezzi il nostro lavoro.
      Ti aspettiamo presto con un nuovo articolo.
      Buon pomeriggio
      Il team Widevalue

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