12/03/2020 – Renzo Tramaglino e le Effective Presentations

Articolo a cura di Jgor Cardinale.

Il tempo speso a casa, in questi giorni, mi sta portando più di una riflessione personale.Ragionando sulle dinamiche collettive, ho cercato sullo scaffale un libro cui ho fatto spesso ritorno, negli anni e nel bisogno, perchè denso a mio avviso di una grande saggezza umana:

I Promessi Sposi

La prima sbirciata impaziente naturalmente ai capitoli sulla peste del 1630, che, ad una prima lettura, mi accorgo porta molte similitudini con la situazione attuale:

  • la negazione dell’evidenza della peste,
  • la mancanza di cooperazione da parte del popolo e le grida tardive ed inascoltate,
  • la presa d’atto della situazione e dell’evidenza,
  • i nobili che fuggono in campagna,
  • il bisogno di esorcizzare la paura attraverso una processione per San Carlo Borromeo che paradossalmente determina la diffusione del contagio,
  • ed infine il lazzaretto stracolmo di pazienti

La storia indubbiamente si ripete, sebbene in questo caso sembrerebbe mancare la psicosi dell’untore (o forse no?).

Ma torniamo al testo nel suo complesso ed a come possa esserci utile lo schema narrativo Manzoniano, per fare un piccolo irriverente paragone con la struttura di una presentazione aziendale efficace.

La maggioranza delle persone, nei miei corsi, conviene che una presentazione, anche la più tecnica, è di fatto riconducibile ad una narrazione, un racconto.

La prima regola è quella di creare un legante tra le slide ed i contenuti che si proiettano.

Non è raro vedere presentazioni i cui passaggi “narrativi” vengano affrettatamente collegati dal relatore al momento della presentazione, senza che sia chiaro quale sia l’obiettivo della presentazione, e dove si stia andando realmente a parare.

Questo passaggio, ovvero l’attenta predisposizione di una struttura espositiva va invece assolutamente studiato a tavolino.

Usiamo la struttura dei Promessi Sposi come magistrale esempio di una comunicazione efficace.

Manzoni utilizza una struttura apparentemente cronologica, a partire dall’incipit (apertura) che si sostanzia nel ritrovamento di un manoscritto fittizio ed incomprensiblie che il Manzoni decide di riscrivere a beneficio dei lettori.

Questo tecnicamente può essere considerato un gancio, ovvero una buona modalità di iniziare una presentazione.

Come realizzarlo ed in cosa consiste?

Un gancio può essere realizzato per esempio indicando chiaramente all’inizio ciò di cui si vuol parlare e ciò che l’ascoltatore potrà portare a casa alla fine della presentazione.

E indispensabile che il gancio sia empatico, ovvero sia presentato nell’ottica di chi ascolta. Non diremo pertanto “ti mostrerò come funziona il mio prodotto” ma bensì “ti mostrerò come potrai usare il prodotto per il tuo business”.

Ora nei Promessi Sposi la narrazione fluisce attraverso una presa diretta sui personaggi, in primis Renzo, che vengono accompagnati quasi cinematograficamente, interrotti e poi ripresi nello svolgimento dell’azione da alcune digressioni (ad esempio quella iniziale sulla storia dei bravi): “avevamo lasciato il nostro Don Abbondio”.

Ci sono molte di queste digressioni nel racconto e tre vere e proprie cerniere (Storia della Monaca di Monza, Storia dell’innominato, Storia della Peste) che rappresentano le aree contenutistiche del racconto e per il Manzoni rappresentavano uno degli obiettivi non secondari del Romanzo: portare uno spaccato storico del diciassettesimo secolo Lombardo.

Visto in controluce, in pratica,  il racconto delle vicende dei personaggi fornisce il legame alle aree contenutistiche che il Manzoni voleva esporre, attraverso gli eventi biografici dei personaggi.

Il nostro scopo in una presentazione è fare assolutamente la stessa cosa per presentare i contenuti “più pesanti” in una forma più digeribile e accettabile.

Come fare?

E’ indispensabile conoscere ed utilizzare specifiche tecniche comunicative: trovare delle chiavi narrative che leghino i contenuti. Portiamo ad esempio due tecniche che proponiamo ai partecipanti nei nostri corsi:

  • Storytelling
  • Tecnica del vuoto

La chiusura dei Promessi Sposi, con Renzo e Lucia finalmente insieme ci riporta alla necessità di terminare la presentazione in una maniera efficace che riprenda i contenuti del viaggio percorso insieme.

Da evitare pertanto a slide “grazie per l’attenzione” o simili, meglio una efficace call to action che attivi la partecipazione degli ascoltatori su qualcosa che ci aspettiamo che facciano oppure un accordo condiviso sui next steps.

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2 Commenti

  1. Emanuela marzo 12, 2020 al 10:17 pm - Rispondi

    Interessante questo confronto, Manzoni era assolutamente all’avanguardia!!!

    • Widevalue marzo 13, 2020 al 8:21 am - Rispondi

      Buongiorno Emanuela e ben ritrovata.
      Devo confessare che non sono una seguace del Manzoni.
      Non sono mai riuscita a coglierne il fascino e la capacità letteraria.
      Superficialmente,lo ammetto, mi sono sempre limitata a leggere i “Promessi Sposi” per obbligo, in maniera poco approfondita, ritenendolo, con la supponenza della mia adolescenza e post adolescenza, sorpassato e stucchevole e con una trama non particolarmente avvincente.
      Devo riconoscere che l’articolo di Jgor mi ha fatto ricredere.
      Dal punto di vista strutturale è decisamente all’avanguardia e neanche una parola è scritta a caso, bisogna anche riconoscergli che, contestualizzando l’opera, alcuni aspetti sono decisamente attualissimi e sarebbe il caso di farsi alcune domande su quanto poco siamo cambiati dal 1600 ad oggi!

      Ti aspettiamo lunedì con un nuovo articolo, sono sicura che ti farà immedesimare e sorridere.

      A presto

      Il Team Widevalue

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