Outdoor Training

e Active Learning

La buona formazione è quella che sfrutta le metodologie di apprendimento accelerato per ottenere la massima ritenzione dei contenuti nel minor tempo possibile.

L’outdoor training ha questo vantaggio: attraverso un’esperienza immersiva, che impegna i partecipanti cognitivamente ed emotivamente, l’ancoraggio degli argomenti è garantito.

Benché la parola OUTDOOR faccia pensare ad attività svolte all’aperto, questa modalità formativa è studiata appositamente per condurre le persone fuori dagli schemi, fuori dalle logiche abituali, oltre la propria zona di comfort, là dove la sperimentazione diretta conduce ad una rapida espansione della consapevolezza.

Che cosa è l’Outdoor Training

L’Outdoor training è una metodologia di formazione che si basa sull’apprendimento esperienziale tramite attività ludico-didattiche, esercitazioni di gruppo che coinvolgono i partecipanti sul piano fisico, cognitivo ed emozionale, fondate sul presupposto che la modalità più efficace per apprendere nuovi comportamenti è quella di sperimentarli concretamente.

Cardini di questa metodologia sono il riconoscimento e la valorizzazione delle differenze all’interno del gruppo, ingredienti indispensabili per un’attività che sia contestualmente motivazionale e formativa. Il gioco viene utilizzato come potente acceleratore dei processi di apprendimento degli adulti, mentre il divertimento costituisce il mezzo che conduce le riflessioni guidate direttamente nella memoria a lungo termine.

La formula vincente consiste nel creare – in un ambiente protetto – alcune simulazioni progettate in funzione degli obiettivi da perseguire, che rappresentano delle metafore di comportamenti aziendali.

Fra le diverse attività possiamo citare quelle che riguardano:

  • il rapporto individuo-gruppo, rivolte a mettere in evidenza la connessione fra comportamenti individuali e raggiungimento di obiettivi di gruppo;

  • l’area della fiducia, in cui si lavora sull’importanza dell’affidarsi ad un gruppo e/o a una terza persona, come requisito base per il miglioramento individuale;

  • il problem solving, che parte da un’attenta analisi delle risorse interne al gruppo, per stimolare un efficace processo di comunicazione e di condivisione degli obiettivi, come prerequisito essenziale per qualsiasi insieme di persone che vuole essere “team”.

Il “Ciclo di Apprendimento” teorizzato dallo psicologo cognitivista David A. Kolb

Il “Ciclo di Apprendimento” teorizzato dallo psicologo cognitivista David A. Kolb

Il “Ciclo di Apprendimento” teorizzato dallo psicologo cognitivista David A. Kolb

  1. Esperienza concreta: è la fase attiva del processo; il punto di partenza ma anche il punto di arrivo: l’attività esperienziale di problem solving induce ad attivare il processo risolutivo e a mettere in moto il meccanismo di cambiamento.

  2. Osservazione/Riflessione: è la fase di comprensione dell’attività svolta, durante la quale si confrontano considerazioni e conclusioni a partire dagli schemi concettuali in possesso dell’operatore. La bravura del trainer /facilitatore si manifesta in questa fase, nella sua capacità di raccogliere i contributi e le intuizioni dai partecipanti e di tradurli in insegnamenti.

  3. Formulazione dei concetti astratti e generalizzazione: trasferimento dell’apprendimento su un piano diverso da quello dell’attività svolta e traslazione nella realtà aziendale. Si tratta di integrare le riflessioni della fase precedente all’interno di teorie preesistenti ed assegnare a queste un significato.

  4. Verifica delle ipotesi in nuove situazioni: dai risultati delle azioni intraprese si maturano consapevolezza e nuove abilità, da trasportare successivamente nell’ambiente lavorativo.

L’osservazione dei propri ed altrui comportamenti, la loro concettualizzazione e la connessione con le situazioni lavorative, sono garantite dal facilitatore al termine di ogni attività, durante i momenti dedicati alla rielaborazione e alla riflessione collettiva (debriefing).

Requisiti importanti nello svolgimento delle prove sono la sicurezza, costantemente garantita, così come l’assoluta irrilevanza delle caratteristiche fisiche individuali, compresa l’età anagrafica.

L’outdoor rende possibile, in tempi brevissimi, il conseguimento di risultati formativi effettivi immediatamente applicabili, proprio perché basato su esperienze reali.

Benefici di un approccio basato sull’apprendimento dall’esperienza

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• Gli obiettivi delle singole prove, sfidanti e innovativi, stimolano un apprendimento basato anche sul divertimento.

• Le attività sono di tipo fisico-emotivo, ma hanno anche una valenza concettuale, che durante i debriefing viene arricchita da supporti teorici.

• La lontananza delle prove da attività professionali abituali facilita l’attenzione ai processi.

• La possibilità di sperimentarsi permette, attraverso l’apprendimento individuale e di gruppo, di rilevare attitudini differenziate. In questo senso anche l’errore rappresenta un elemento di arricchimento.

• Le esperienze maturate sono facilmente trasferibili in quanto rappresentano e costituiscono metafore di problematiche organizzative

Attraverso un briefing preliminare propedeutico, si scelgono i temi su cui orientare il focus didattico, in tutte le loro declinazioni:

  • Leadership
  • Gestione del rischio e delle criticità
  • Diversity come opportunità
  • Motivazione e coinvolgimento del team
  • Comunicazione efficace
  • Ottimizzazione di risorse scarse
  • Resilienza e change management
  • Pianificazione e gestione del tempo

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